venerdì, dicembre 31, 2004

iTunes, primo acquisto!

Ho appena comprato la mia prima canzone su iTunes Music Store! Dopo essermi dotato di una carta Postepay in tutto il suo giallo splendore ho completato la registrazione del profilo su iTMS ed ho scaricato Nothing really ends dei dEUS.

Per dirla tutta mi ero "procurato" la canzone in MP3 tempo fa, perché avevo preferito acquistare la versione DVD della raccolta dei dEUS che conteneva la canzone... (mezza pirateria quindi?)

Ad ogni modo, acquistare musica su iTunes è di una semplicità estrema... fin troppa! Con una carta di credito ben rifornita scaricare musica da iTMS può essere un passatempo molto piacevole ma altrettanto costoso... ecco spiegato perché ho preferito procurarmi una carta prepagata con una disponibilità limitata e controllabile, sai com'è...

Ho scaricato la canzone in meno di un minuto, qualità audio perfetta, copertina, tutti i dati... grande soddisfazione... ora mancherebbe solo un iPod su cui sentirla... arriverà, tutto a suo tempo.

 

giovedì, dicembre 30, 2004

Arcobaleno. Una storia vera.



Di ritorno in ufficio sotto una pioggia battente e piuttosto in ritardo, ad un certo punto ho visto spuntare di fronte a me un arcobaleno ampio e chiaro, come non ne vedevo da un po'... dopo lo stupore del primo momento ho pensato subito di fotografarlo, magari per pubblicare la foto sul sito.

Mi sono quindi fermato in due piazzole diverse per catturare l'arcobaleno e portarlo a casa con un po' di stregoneria digitale. Una volta scattate un paio di foto ho rimesso a posto la macchina fotografica ed in tutta fretta ho acceso la macchina per proseguire il viaggio.

Qualche centinaio di metri dopo la sorpresa.

L'arcobaleno appariva ora in tutta la sua meraviglia, andando da una parte all'altra della campagna. Non mi era mai capitato di vedere un arcobaleno così enorme e nitido così vicino. Purtroppo arrivato a quel punto sulla strada non c'era l'ombra di una piazzola e parcheggiare nel bel mezzo di una strada non mi è sembrata un'ottima idea, allora ho tirato fuori la macchina fotografica ed ho iniziato a scattare senza mirare, non potendo distogliere gli occhi dalla strada.

Pensare che sarebbe bastato guardarmi attorno durante l'ultima sosta, alzare gli occhi al cielo per vedere l'intero arcobaleno così come mi è apparso una volta risalito in macchina.

Questo episodio mi ha fatto pensare ancora una volta al fatto che al mondo esiste di tutto, in ogni momento, in ogni posto. E' possibile trovare motivi di meraviglia ovunque, a patto di non essere troppo occupati in altre faccende o intenti a dimostrare l'esatto contrario.

L'arcobaleno di oggi sarebbe potuto passare completamente inosservato, eppure il solo fatto di rallentare e fermarmi a fotografarlo ed osservarlo un po' nonostante gli impegni e la fretta di tornare al lavoro mi ha messo ancora più di buon umore... eppure ci sarebbe stato ancora da vedere, una scena più vasta, una sopresa maggiore che pur essendo disposto ad osservare non ho visto completamente... quante volte capita in una giornata?

Lo spirito del photoblog è essenzialmente questo, riabituarmi ad osservare ciò che mi gira attorno, prestare più attenzione ai particolari e trasformarli in minuscoli ma preziosi momenti di gioia, per i miei occhi e per me.

Qualche anno fa la pubblicità di una marca di scarpe finiva con lo slogan "the world is your playground"... non ho mai comprato le scarpe, ma lo slogan me lo porto ancora appresso... questo è sicuramente uno dei risultati del non averlo mai dimenticato.

Now Playing Suzanne Vega : World before Columbus

 

domenica, dicembre 26, 2004

04:09

C'è chi alle quattro di mattina del giorno di Natale già dorme, chi è fuori divertirsi e fare casino, chi sta per fare qualcosa che cambierà la propria vita.
Nel mio piccolo oggi alle quattro di mattina mi sono deciso a spedire la mia prima foto a The Mirror Project, il sito di Heather Champ che raccoglie foto scattate allo specchio o su qualsiasi altra superficie più o meno riflettente... si fa prima a vederlo che a spiegarlo.

Una volta dato questo grande contributo all'umanità potrei anche andare a letto.

Potrei.

 

martedì, dicembre 21, 2004

Harry (ri-ri-ri-ri ) Potter*

Jo Rowling ha consegnato recentemente alla casa editrice Bloomsbury il manoscritto del sesto libro della saga (serie? collana?) di Harry Potter, intitolato "Harry Potter ed il principe mezzo sangue", la cui uscita nel Regno Unito è stata annunciata per il 16 luglio 2005.

Facendo due conti veloci, per la versione italiana bisognerà aspettare natale prossimo... inizia ufficialmente il pellegrinaggio sul sito della Salani.

Corriere della Sera - In arrivo il sesto libro della saga di Harry Potter

* Gag © Stefania, tutti i diritti riservati.

 

domenica, dicembre 19, 2004

1979

Smashing Pumpkins Tape

Poco fa ho rivisto in televisione il videoclip di 1979 degli Smashing Pumpkins.

Era un po' che non mi capitava di vederlo per intero e stasera mi ha fatto un certo effetto. Ho pensato che in fin dei conti gli Smashing Pumpkins per me sono finiti con 1979, con Mellon Collie per essere più precisi.

Il mio primo contatto con gli Smashing Pumpkins è "databile" estate 1993. Ricordo ancora distintamente una mattina di quell'estate, quando ho finalmente prestato un po' di attenzione al video di Today, quello in cui Billy Corgan è alla guida di un furgone che viene progressivamente "psichedelizzato" dai passeggeri che uno alla volta raccoglie per strada.

Poi Disarm, imparata in fretta e furia prima di andare in Austria (assieme a Say something dei James, visto che a Gabrielle piacevano i James...) per darmi quel tocco in più di cultura alternative che non gustava mai (beh, ai tempi gli Smashing Pumpkins erano ancora catalogati come alternative...).

Poi ricordo la prima pagina dedicata agli Smashing Pumpkins su un numero di Melody Maker, comprato a Cagliari di ritorno da una visita di leva particolarmente prolifica dal punto di vista musicale, dato che avevo dato fondo al mio budget (tranne 1.000 lire, perché non si sa mai) acquistando oltre ad una copia di Melody Maker e di NME (valevoli tremiliardi di punti sulla tessera del giovane alternativo) anche Remasters dei Led Zeppelin, doppio CD pagato cinquantamilalire tonde tonde.

Poi è arrivato Siamese Dream ed è scoppiata la passione. Un disco come non ne avevo mai sentito, suoni nuovi, atmosfere nuove per un ex ragazzino musicalmente presuntuoso cresciuto vampirizzando la collezione di vinili dei suoi zii (a proposito grazie, stragrazie).

Siamese Dream era duro e rumoroso ma "senza borchie"... più per chi dopo una scorpacciata di Nirvana e Pearl Jam si lecca le labbra e chiede: "e poi??" che per metallari (beh, decisamente), un disco che sarebbe valso tutti i soldi che costava anche se avesse contenuto solamente Soma e Mayonaise. Probabilmente potrebbe essere il disco più importante dei miei primi anni 90, anche se senza i Nirvana non ci sarei mai arrivato, ma questa è un'altra storia.

Dopo aver consumato Siamese Dream ho aspettato con impazienza Mellon Collie and the Infinite Sadness, che ero riuscito in qualche modo a procurarmi un giorno prima della data di uscita, dopo aver letto sognante la recensione (voto 9) di Rumore che ne descriveva in anteprima le meraviglie.

Mellon Collie è un disco talmente complesso e vasto da poter spiazzare ad un primo ascolto. Ci sono dentro momenti di meraviglia assoluta (Galapogos, Porcelina of the Vast Oceans), canzoni fisiologicamente interlocutorie e 1979, appunto.

(Ci sono arrivato)

In qualche modo Mellon Collie mi ha sempre lasciato una strana sensazione dopo ogni ascolto, il sapore di un disco d'addio, una meraviglia unica ed irripetibile, previsione putroppo avveratasi per quanto mi riguarda, perché tra quelle canzoni c'era il seme della futura disfatta degli Smashing Pumpkins, l'imbruttimento e la virata verso dei suoni ed un'immagine sempre più cupi, sempre più introversi e lontani da quanto mi aveva fatto innamorare di questa band.

Il video di 1979 è probabilmente quello in cui ho ritrovato per l'ultima volta la freschezza di una band in cui da ragazzo mi ero identificato, per la rabbia ma anche la leggerezza, per una musica sospesa in una dimensione diversa. Poi le vicissitudini di Jimmy Chamberlin e D'arcy, i tormenti di Billy Corgan ed un viaggio musicale ed umano proseguito fino all'autodistruzione di una delle band più influenti della storia del rock moderno.

 

sabato, dicembre 04, 2004

Fiorella Mannoia

Fiorella Mannoia Live

Ieri sera ho visto Fiorella Mannoia dal vivo a Sassari. Duecento chilometri ed un ritorno a casa ad una media di 30 km orari ampiamente ripagati da uno spettacolo superlativo.

Era la seconda volta che la vedevo dal vivo, la prima qualche anno fa all'Anfiteatro di Nuoro durante il tour diventato poi il live Certe piccole voci. In scaletta tutti i classici di Fiorella (o di Fossati, Ruggieri, Piero Fabrizi...) a volte riarrangiati un chiave sudamericana, altre volti riproposti in una inedita versione più intima, come nel caso di Il cielo d'Irlanda, più alcune gradite sorprese tra cui spiccavano Che cossè l'amor di Vinicio Capossela ed Is this love di Bob Marley, riproposta come ennesimo bis (di cui ho perso il conto... forse quattro?)

Al margine di tutto questo le solite piccole note dolenti dei concerti in Sardegna, ovvero la consueta apprezzatissima usanza di aprire i cancelli in ritardo ed il conseguente siparietto spintoni/porcaccia/viuleeenz... considerato il pubblico notoriamente facinoroso di Fiorella Mannoia non resta che complimentarci ancora una volta con chi di dovere.

Ultima annotazione, un certo senso di tristezza nel constatare ancora una volta quanto la Sardegna sia tagliata fuori dal circuito Live italiano, cosa che dispiace ancora di più nel vedere un pubblico attento, partecipe e calorosissimo che ieri riempiva all'inverosimile il Palazzetto dello Sport di Sassari.

Alla prossima. :)